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'Camera di Combustione', Reggio Calabria,
30/01/2009.
Ci
viene prospettata una solida dimostrazione di arte
narrativa, dove è bello ciò che si ama, senza
distorcere - come
abbiamo già potuto constatare nei suoi pregnanti
lavori fotografici - i messaggi morfologici,
ma attribuendo loro significati nobili, ora
analitici, ora critici.
Una sorta di
defunziona-lizzazione, in una
dimensione sublimata, ma quotidiana, senza
enfasi, fondata sullo splendore della polisemicità
della memoria del segno, secondo un’ottica quasi
minimal, pur tuttavia di una chiara percepibilità e
di una ben calcolata spazialità di gesti e
situazioni
monumentali fissati in termini di micro e macrocosmi
figurativi. Sono superate con grande eleganza e
chiara padronanza del medium scultoreo, nonché con
una ricerca empirica, che ha come obiettivo
l’espressione della bellezza psico-fisica di un
corpo o di una forma, la preziosità e la
progettualità che sono più specifiche di un altro
ambito
artistico in cui
lavora C. P. , quello dei gioielli.
(G. Paolo Manfredini) |